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Il Gruppo Archeologico di Lacedona
ha estratto alcune pagine dal libro "Aquilonia in Hirpinis,
Lacedonia in età Sannitica e Romana" di Nicola Fierro.
La presentazione è di Pietro Mennea, eurodeputato, membro
della Commissione Cultura, Istruzione, Sport, Informazione e Giovani
in seno al Parlamento Europeo.
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L'Italia è, forse,
il più grande museo a cielo aperto esistente al mondo: della
qual cosa sono consapevoli tutti, eccezion fatta, a quanto pare,
per molti italiani. Sono in tanti a non rendersi conto delle enormi
potenzialità esistenti nel nostro Paese nel campo della cultura,
dell'arte, del patrimonio storico ed archeologico, veicolo potente
di uno sviluppo anche economico, se si riesce a tutelare e valorizzare
adeguatamente il ricchissimo complesso di monumenti, siti archeologici
ed ambientali, strutture museali che punteggiano a macchia di leopardo
tutto il territorio nazionale. Ed invece la salvaguardia di tanti
tesori grava, sempre più spesso, sulle schiene volontarie
di appartenenti a diverse associazioni di volontariato.
Opera preziosa, indubbiamente, ma che può risultare inadeguata
rispetto all'entità dei compiti ed alla loro complessità.
La salvezza e la valorizzazione dei nostri tesori nazionali dovrebbero
entrare a pieno titolo nel quotidiano individuale di ogni singolo
cittadino, permeando di sé i pensieri, la cultura e persino
l'abitudine di tutti gli italiani. Importantissima, quindi, ai fini
della formazione di una nuova coscienza collettiva, risulta essere
l'opera divulgativa di queste associazioni che hanno fatto della
formula no profit la loro bandiera.
Pubblicazioni come questa, che hanno il grato compito di tenere
a battesimo, sono importantissime e non soltanto per il contributo
che offrono al dipanamento delle problematiche scientifiche inerenti
alla storia ed all'archeologia, ma anche e soprattutto perché,
visibilizzate e diffuse, svegliano le coscienze e gli intelletti
dal torpore in cui sono immersi, suscitano curiosità ed interesse,
incrementando il numero di coloro che si ergono a protettori e valorizzatori
di una cultura finalmente riavvertita come propria, perché
in essa è la radice dell'attuale società.
Ritengo che l'Italia si avvierà sulla strada di una maggiore
e ben più incisiva civiltà quando nei suoi cittadini
maturerà il sentimento di " obbligo etico " di
proteggere il patrimonio culturale, dimostrando in tal modo di aver
finalmente compreso a chi esso appartenga e chi ne siano i soli
proprietari: loro stessi.
PIETRO MENNEA
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