Lo Statuto

Bozza nuovo Statuto comunale da sottoporre ad approvazione consiliare

PARTE I

 

 

TITOLO I

PRINCIPI E DISPOSIZIONI GENERALI

 

 

CAPO I

NORME GENERALI

 

 

ART. 1

IL COMUNE

1. Il Comune di Lacedonia è ente autonomo locale che rappresenta e cura gli interessi della Comunità locale, nell’ambito dei principi fissati dalla Costituzione e dalla legge generale dello Stato.

2. L’autogoverno della comunità si realizza con i poteri e gli istituti di cui al presente Statuto che è espressione giuridica della propria struttura ed attività.

3. Il Comune ha autonomia finanziaria fondata su certezza di risorse proprie e trasferite nell’ambito delle leggi sulla finanza pubblica.

4. Il Comune esercita la propria attività regolamentare ed amministrativa, uniformandola al principio prioritario della consultazione e partecipazione popolare, nelle forme indicate dal presente statuto.

ART. 2

FINALITÀ

1. Il Comune promuove lo sviluppo ed il progresso civile, sociale ed economico della propria comunità ispirandosi ai valori ed agli obiettivi della Costituzione e della Carta Europea delle Autonomie Locali.

2. Il Comune persegue la collaborazione e la cooperazione con tutti i soggetti pubblici e privati e promuove la partecipazione dei cittadini, delle forze sociali, economiche e sindacali all’amministrazione.

3. La sfera di governo del Comune è costituita dall’ambito territoriale degli interessi.

4. Il Comune ispira la propria azione ai seguenti criteri e principi:

a - il superamento degli squilibri economici, sociali e territoriali esistenti nel proprio ambito e nella

comunità nazionale;

b -La valorizzazione umana delle categorie più deboli con particolare riferimento ai soggetti

svantaggiati, ispirandosi ai principi di solidarietà e giustizia;

c - persegue la tutela e la valorizzazione del patrimonio storico, culturale ed ambientale, anche nelle

sue espressioni di costume e tradizione locale, del suo territorio;

d - riconosce l’esistenza di affinità storiche, culturali ed ambientali tra i Comuni limitrofi per il perseguimento degli obiettivi comuni;

e -sostiene il libero svolgimento della vita sociale dei singoli cittadini e dei gruppi, promuovendo

attività culturali, sociali, sportive e relazionali. Sostiene inoltre, le istituzioni della Comunità locale,

favorisce lo sviluppo delle associazioni democratiche, nonchè l’integrazione e la convivenza delle

diverse etnie.

Riconosce la famiglia e le altre formazioni sociali quale ambito di promozione umana. Persegue pari opportunità tra le persone ed in particolare uomini e donne;

f -persegue lo sviluppo delle proprie attività economiche e produttive, valorizzandone gli aspetti

caratteristici ed i prodotti tipici. In particolare fa proprie le iniziative di divulgazione, conoscenza e

valorizzazione delle piante e delle erbe officinali come fattore peculiare locale al fine anche della

promozione dello sviluppo turistico del proprio territorio.

 

 

 ART. 3

TERRITORIO E SEDE COMUNALE

 

 

 

ART. 4

ALBO PRETORIO

 

 &

ART. 5

STEMMA E GONFALONE

 

.

CAPO II

FUNZIONI E COMPITI DEL COMUNE

ART. 6

LA FUNZIONE DEL COMUNE

1. Spettano al Comune tutte le funzioni di governo e amministrative, che riguardano la popolazione

ed il territorio comunale.

2 L’azione di governo del Comune si fonda sul metodo della pianificazione e programmazione.

3. Il Comune è titolare di funzioni proprie.

Il Comune, nell’osservanza del principio di sussidiarietà, esercita tutte le funzioni ed i compiti

amministrativi relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo della propria comunità, nonché tutte le funzioni ed i compiti amministrativi localizzabili nel proprio territorio.

4. Il Comune esercita altresì, nella propria autonomia, le funzioni attribuite o delegate.

5. Il Comune si impegna ad esercitare le funzioni amministrative che gli vengono delegate dalla

Regione, nell’ambito degli stanziamenti concordati all’atto di delega.

6. Concorre alla determinazione degli obiettivi contenuti nei piani e nei programmi dello Stato, della Regione, della Provincia e della Comunità Montana, nell’interesse della Comunità locale e nel rispetto delle leggi alla loro specificazione ed attuazione.

7. Il Comune, per l’esercizio delle funzioni in ambiti territoriali adeguati, attua forme di cooperazione con altri Comuni e con la Provincia.

ART. 7

COMPITI DEL COMUNE PER I SERVIZI DI COMPETENZA STATALE

1. Il Comune gestisce i servizi elettorali, di anagrafe, di stato civile, di statistica e di leva militare.

2. Il Comune svolge ulteriori funzioni amministrative per i servizi di competenza statale qualora esse vengano affidate con legge, che regola anche i relativi rapporti finanziari, assicurando le risorse

necessarie.

3. Competono al Comune, ove occorra, funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza.

ART. 8

PROGRAMMAZIONE

1. Il Comune realizza le proprie finalità adottando il metodo e gli strumenti della programmazione,

coordinandole a quanto previsto dai programmi dello Stato, della Regione e degli altri Enti

Territoriali.

2. Il Comune realizza la propria programmazione, avvalendosi dell’apporto delle formazioni sociali,

economiche, sindacali e culturali operanti nel suo territorio. Il Comune realizza la programmazione

con la partecipazione democratica dei cittadini. Il criterio della programmazione è applicato anche

alle risorse umane e finanziarie.

3. Il rapporto con gli altri Comuni, con Comunità Montana, con la Provincia e la Regione sono uniformati ai principi di cooperazione, equiordinazione, complementarietà e

sussidiarietà tra le diverse sfere di autonomia.

ART. 9

PARI OPPORTUNITÀ

1. L’ordinamento istituzionale del Comune promuove, nelle sue espressioni, condizioni di pari

opportunità fra uomo e donna ai sensi della Legge 10-4-1991, n.ro 125; a tal fine è prevista, in

quanto possibile, la presenza di entrambi i sessi negli organi collegiali del Comune e degli Enti,

Aziende ed istituzioni da esso dipendenti.

2. E’ riservato, salvo motivata impossibilità, a donne almeno un terzo, arrotondato all’unità più vicina, dei posti di componente delle commissioni di concorso. Nell’atto di nomina dei membri delle Commissioni di concorso viene specificato il motivo o fatto oggettivo che abbia impedito

l’osservanza della norma.

3. Il Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi e assicura a

tutti i dipendenti, prescindendo dal sesso,

ART. 18/A

FUNZIONAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE

1. Il Consiglio Comunale adotta, a maggioranza assoluta dei voti, il regolamento disciplinante il suo

funzionamento e quello delle commissioni consiliari istruttorie eventualmente previste, in conformità ai seguenti principi:

a. gli avvisi di convocazione devono pervenire almeno tre giorni prima della seduta al consigliere nel

domicilio dichiarato, utilizzando ogni mezzo di trasmissione che documenti l’invio; in caso di

urgenza, la consegna dovrà aver luogo almeno 24 ore prima di quella fissata per la riunione;

b. la riunione è valida con la presenza della metà del numero dei consiglieri assegnati, escluso il

Sindaco; in seconda convocazione, la riunione è valida con la presenza di un terzo dei consiglieri

assegnati escluso il Sindaco;

c. è fissato il periodo di tempo da dedicare, in ogni seduta, alla trattazione delle interrogazioni;

d. è previsto il tempo massimo per gli interventi individuali, per le repliche e per le dichiarazioni di

voto;

e. le modalità attraverso le quali saranno fornite al Consiglio le attrezzature necessarie.

ART. 19

CONSIGLIERI

1. La posizione giuridica, lo status, i diritti e le cause di ineleggibilità, incompatibilità e decadenza dei

consiglieri sono regolati dalla legge e dal Regolamento del Consiglio Comunale

.Essi rappresentano l’intera comunità alla quale costantemente rispondono.

Ogni consigliere esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

I consiglieri entrano in carica ed assumono tutte le funzioni ad essa inerenti all’atto della

proclamazione.

2. Ogni consigliere, secondo le procedure stabilite dal regolamento ha diritto di:

- esercitare l’iniziativa per tutti gli atti di competenza del consiglio

- formulare interrogazioni e mozioni;

-ottenere informazioni e copia di tutti i documenti utili all’espletamento del proprio mandato, senza

che possa essere opposto il segreto d’ufficio;

- accedere agli uffici comunali e ai servizi disposti per l’esercizio delle funzioni di consigliere

-i Consiglieri Comunali hanno il dovere di intervenire alle sedute del Consiglio Comunale e di

partecipare ai lavori delle Commissioni Consiliari permanenti di cui fanno parte.

3. Per l’esercizio delle loro funzioni e la partecipazione alle commissioni, sono attribuite ai consiglieri

le indennità ed i rimborsi secondo quanto stabilito dalla legge.

4. L’Amministrazione Comunale assicura l’assistenza in sede processuale a tutti i consiglieri che si

trovino implicati, in conseguenza di fatti ed atti relativi all’espletamento delle loro funzioni, in

procedimenti di responsabilità civile, penale od amministrativa in ogni stato e grado del giudizio,

purchè non vi sia conflitto di interessi con l’ente.

6. Le dimissioni dalla carica di Consigliere sono indirizzate al rispettivo Consiglio e devono essere

assunte immediatamente al protocollo dell’Ente nell’ordine temporale di presentazione; esse sono

irrevocabili, non necessitano di presa d’atto e sono immediatamente efficaci. Il Consiglio, entro e non oltre dieci giorni, deve procedere alla surroga dei Consiglieri dimissionari.

 

ART. 19/A

GRUPPI CONSILIARI

1. I Consiglieri possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel regolamento del Consiglio

Comunale e ne danno comunicazione al Sindaco e al Segretario Comunale unitamente all’indicazione

del nome del capo gruppo. Qualora non si eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i

gruppi sono individuati nelle liste che si sono presentate alle elezioni e i relativi capo gruppo nei

consiglieri, non appartenenti alla Giunta, che abbiano riportato il maggior numero di preferenze.

2. E’ istituita, presso il Comune di Lacedonia, la conferenza dei capi gruppo. La disciplina, il

funzionamento e le specifiche attribuzioni sono contenute nel regolamento del Consiglio Comunale.

3. Ai capigruppo consiliari è consentito ottenere gratuitamente, una copia della documentazione

ART. 24

COMPOSIZIONE DELLA GIUNTA

1. La Giunta è composta dal Sindaco che la convoca e la presiede e  da un numero massimo di ……….. assessori                                                                                                                             ?

2. Possono essere nominati Assessori anche cittadini non facenti parte del Consiglio, in possesso dei

requisiti di eleggibilità e compatibilità alla carica di consigliere e possano documentare un grado di

professionalità e competenza amministrativa, confacente alla carica da ricoprire.

3. Gli assessori non consiglieri possono partecipare ai lavori del Consiglio, delle commissioni ?

permanenti per illustrare argomenti concernenti le materie loro attribuite dal documento

programmatico, senza diritto di voto e senza concorrere a determinare il quorum per la validità

dell’adunanza.

ART. 25

FUNZIONAMENTO DELLA GIUNTA

1. La Giunta è convocata e presieduta dal Sindaco che stabilisce l’ordine del giorno, tenuto conto

degli argomenti proposti dai singoli assessori.

2. La Giunta è convocata informalmente e funziona secondo le regole condivise dalla stessa.

3. Per la validità delle adunanze è richiesta la maggioranza dei componenti. Le deliberazioni sono

adottate a maggioranza dei presenti, salvo i casi per cui sia stabilita una maggioranza speciale.

Tutte le deliberazioni sono assunte, di regola, con votazione palese. Sono da assumere a scrutinio

segreto le deliberazioni concernenti persone, quando venga esercitata una facoltà discrezionale

fondata sull’apprezzamento delle qualità soggettive di una persona o sulla valutazione da questi

svolta.

4. Alle sedute della Giunta partecipa il Segretario Comunale con funzioni consultive, referenti e di

assistenza e ne cura la verbalizzazione. Il Segretario Comunale non partecipa alle sedute quando si

trova in uno dei casi di incompatibilità.

5. Le sedute della Giunta non sono pubbliche, salva diversa decisione della Giunta stessa.

Il Sindaco può ammettere alle sedute della Giunta persone non appartenenti al collegio, con

esclusione dello loro presenza durante la votazione.

Alle sedute può partecipare il revisore dei conti.

6. I verbali delle sedute sono firmati dal Presidente e dal Segretario.

ART. 26

CESSAZIONE DI SINGOLI COMPONENTI DELLA GIUNTA

1. Gli assessori singoli cessano dalla carica per:

a. morte;

b. dimissioni

c. revoca;

d. decadenza

2. Le dimissioni da membro della Giunta sono presentate in forma scritta al Sindaco, che le

comunica al Consiglio Comunale nella prima seduta successiva alla presentazione, unitamente alla

nomina del nuovo assessore in sostituzione del dimissionario.

3. L’atto con cui il Sindaco revoca uno o più assessori deve essere motivato ( con riferimento al

rapporto fiduciario) e comunicato al Consiglio.

4. Gli assessori singoli decadono dalla carica nei casi previsti dalla legge.

5. Alla sostituzione dei singoli Assessori dimissionari, revocati, decaduti o cessati dall’ufficio per altra

causa provvede il Sindaco che ne da comunicazione al Consiglio nella stessa seduta in cui il Consiglio

prende atto della cessazione dalla carica di singoli componenti della Giunta

CAPO IV°

IL SINDACO

ART. 30

DEFINIZIONE

1. Il Sindaco è il capo del governo locale ed in tale veste esercita funzioni di rappresentanza

dell’Amministrazione Comunale , di Presidenza degli organi collegiali , di sovrintendenza e di

vigilanza della attività amministrativa dell’Ente.

2. Ha competenza e poteri di indirizzo, di coordinamento, di vigilanza e controllo dell’attività degli

Assessori

Egli assume sia la veste di capo dell’Amministrazione Comunale sia quella di Ufficiale di Governo

3. La legge disciplina le modalità per l’elezione, i casi di incompatibilità e di ineleggibilità all’ufficio di

Sindaco, lo status e le cause di cessazione dalla carica.

4. Al Sindaco, oltre alle competenze di legge, sono assegnate dal presente Statuto e dai regolamenti

attribuzioni quale organo di amministrazione, di vigilanza e poteri di autorganizzazione delle

competenze connesse all’Ufficio.

5. Il Sindaco per il valido e pieno esercizio delle funzioni di Ufficiale di Governo presta , davanti al

Consiglio, nella seduta di insediamento, il giuramento di osservare lealmente la Costituzione Italiana.

Distintivo del Sindaco è la fascia tricolore con lo stemma della Repubblica e lo stemma del Comune,

da portarsi a tracolla della spalla destra.

6. In caso si assenza o impedimento è sostituito dal Vice -Sindaco, designato dal Sindaco tra gli

Assessori

ART. 31

COMPETENZE ED ATTRIBUZIONI

1. Il Sindaco rappresenta il Comune, convoca e presiede il Consiglio e la Giunta Comunale,

sovrintende al funzionamento degli uffici e servizi, nonché alla esecuzione degli atti.

2. Il Sindaco, sentita la Giunta Comunale, riferisce annualmente al Consiglio sulla attività propria e

dell’organo collegiale.

3. Il Sindaco, nel fissare gli indirizzi generali di governo e gli obiettivi da attuare, indica le priorità ed emana le conseguenti direttive generali per l’adozione e per la gestione.

Impartisce direttive al Segretario Comunale e al Direttore Generale e ne controlla la realizzazione .

4. Il Sindaco esercita, inoltre, le funzioni attribuitegli dalla legge, dal presente Statuto e dai

regolamenti e sovrintende altresì all’espletamento delle funzioni statali e regionali attribuite o delegate al comune.

5. In particolare - sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio ed entro i termini di legge provvede alla nomina, designazione e revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzione, quando tali competenze non siano espressamente riservate dalla legge al Consiglio stesso. Tutte le nomine e le designazione devono aver luogo entro quarantacinque giorni dall’insediamento ovvero entro i termini di scadenza dell’incarico precedentemente conferito.

6. Nomina i responsabili dei servizi , attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e quelli di

collaborazione esterna secondo le modalità e i criteri stabiliti dal d.lgs n. 267/00 e successive modificazioni e integrazioni, nonché dallo Statuto e Regolamento comunale; quando non sia possibile avvalersi di personale alle dipendenze dell’Ente, l’attribuzione delle funzioni

dei responsabili degli uffici e servizi può avvenire a soggetti esterni mediante contratto a tempo

determinato utilizzando soggetti che siano in possesso delle caratteristiche richieste per la copertura

del posto; Il Sindaco definisce e conferisce l’incarico con convenzione scritta;

7. Nomina e revoca, in conformità alla legge, allo Statuto e ai Regolamenti il Segretario Comunale

dell’Ente

8. Può attribuire al Segretario Comunale tutte le funzioni che ritiene opportune, ai sensi della

normativa vigente

9. Il Sindaco, quale Ufficiale di Governo, assolve i compiti attribuitegli dalla legge ed in particolare

dall’art. 38 della legge 142/90 e adotta le ordinanze comunali contingibili e urgenti nelle materie

specificatamente indicate nel comma 2 dell’art. 38 della legge 142/

CAPO II°

PIANO ESECUTIVO DI GESTIONE

 

 

ART. 37

COMPETENZE DELLA GIUNTA

1. La Giunta:

a. in ottemperanza agli indirizzi e agli atti del Consiglio Comunale, approva il Piano Esecutivo di

Gestione, o documento analogo, individuando le priorità ed i mezzi per la realizzazione;

b, assegna agli uffici ed ai servizi gli obiettivi ed i tempi relativi, nonché le risorse per la loro

realizzazione;

c. verifica a mezzo del nucleo di valutazione che l’attività degli uffici e dei servizi persegua gli obiettivi

assegnati e accerta il conseguimento degli stessi.

ART. 38

RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO

1. Il Responsabile del procedimento è individuato in apposito regolamento che stabilisce anche i

tempi di adozione del provvedimento finale.

2. I procedimenti ed i relativi responsabili sono comunicati alle parti interessate ai sensi dell’art. 7

della legge n.ro 241/90 e s.m.i..

ART. 39

BILANCIO

1. Il bilancio di previsione, predisposto secondo le norme di legge, è proposto all’approvazione del

Consiglio Comunale unitamente alla documentazione contabile, alla relazione previsionale e

programmatica e al bilancio pluriennale ed alla proposta di Piano Esecutivo di Gestione o

documento analogo.

CAPO III

ORGANI DI GESTIONE

 

SEGRETARIO COMUNALE

 

ART. 40-

ATTRIBUZIONI GENERALI DEL SEGRETARIO COMUNALE

1. Il Segretario Comunale è nominato dal Sindaco e rimane in carica per un periodo non superiore a

quello del mandato del Sindaco; dopo la cessazione del mandato, il Segretario continua ad esercitare le proprie funzioni fino alla riconferma o alla nomina del nuovo Segretario. La nomina è disposta non prima di sessanta giorni e non oltre centoventi giorni dalla data di insediamento del Sindaco, decorsi i quali il Segretario è confermato.

Può essere revocato con provvedimento motivato del Sindaco previa deliberazione della Giunta, per

violazione dei doveri d’ufficio o negli altri casi previsti dalla legge.

2. Il Segretario Comunale , nel rispetto della legge che ne disciplina lo stato giuridico, ruolo e funzioni, è l’organo burocratico che sovrintende e coordina gli uffici e servizi. Al Segretario Comunale possono essere attribuite le funzioni di Direttore Generale ai sensi del d.lgs n. 267/00

3. Verifica tutta la fase istruttoria del procedimento e dell’attività amministrativa del Consiglio e della

Giunta e vigila sulla esecuzione delle relative deliberazioni.

4. Il Segretario Comunale svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico

amministrativa nei confronti degli organi dell’Ente in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto e ai regolamenti.

Il Segretario , inoltre:

a. partecipa con funzioni consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura la verbalizzazione;

b. può rogare, nell’esclusivo interesse dell’amministrazione, gli atti e i contratti del Comune,

dell’Istituzione e di altri Enti dipendenti, ad eccezione degli atti unilaterali e delle scritture private, per i quali può procedere soltanto alla autenticazione delle sottoscrizioni quando gli atti medesimi siano resi o stipulati nell’interesse dell’Ente stesso;

c. esercita ogni altra funzione, ivi incluse le funzioni di cui all’art. 51 ter della legge 142/90, come

introdotto dalla legge n.ro 191/1998, attribuitagli dalla Statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal

Sindac

ART. 43/A

LA CONFERENZA DEI RESPONSABILI DI SERVIZIO

1.Al fine di favorire la collegialità della funzione dirigenziale, viene istituita la conferenza dei

responsabili di servizio.

2. La conferenza è convocata e presieduta dal Segretario Comunale.

3. Alla conferenza compete.

a. discutere le questioni di interesse generale e quelle più rilevanti di interesse intersettoriale, al fine

di realizzare l’integrazione ed il coordinamento della funzione dirigenziale e dell’attività gestionale

b. Integrare a livello di ente i programmi e i progetti predisposti dai responsabili di servizio;

c. Presentare proposte e formulare pareri in ordine alla fattibilità delle indicazioni contenute negli atti

di indirizzo politico e amministrativo;

d. L’esercizio delle funzioni espressamente demandate dai regolamenti comunali;

e. Esprimere indirizzi e direttive al cui rispetto sono tenuti i singoli responsabili dei servizi, allo

scorpo di renderne omogeneo l’esercizio delle funzioni.

ART. 44

RESPONSABILE DI STRUTTURE

1. Le strutture delle unità che compongono l’assetto definito dallo schema organizzativo, sono

affidate alla responsabilità dei dipendenti cui il Sindaco abbia attribuito le funzioni per la loro

direzione.

2. I dipendenti titolari delle funzioni di direzione, per la traduzione operativa delle linee

programmatiche del Sindaco e degli indirizzi consiliari, coadiuvano, sotto la direzione e il

coordinamento del direttore generale, se nominato, o del Segretario Comunale, la Giunta nella

definizione dei programmi annuali e pluriennali diretti a realizzarli, fornendo analisi di fattibilità e

proposte sull’impiego delle occorrenti risorse umane, reali e finanziarie.

3. Essi possiedono la titolarità esclusiva delle competenze gestionali loro proprie ai sensi di legge,

come specificato dal presente statuto e dal regolamento, e possono ricevere ulteriori competenze in

base ad un atto di delega del Sindaco. Il regolamento definisce le relazioni organizzative che

debbono essere osservate nel loro esercizio.

4. Ai responsabili di strutture spetta la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa, compresa

l’adozione di tutti gli atti che impegnano l’Amministrazione verso l’esterno, mediante autonomi poteri

di spesa, di organizzazione delle risorse strumentali e di controllo. Essi sono responsabili della

gestione e dei relativi risultati.

5. I responsabili di struttura si distinguono per le funzioni svolte e per l’unità organizzativa cui sono

preposti. Il regolamento di organizzazione definisce gli ambiti di esplicazione delle attribuzioni

dirigenziali in ragione delle diverse unità organizzative. Con il medesimo regolamento si provvede,

altresì, a determinare i criteri di conferimento e la durata degli incarichi dirigenziali.

6. I responsabili di struttura, nell’esercizio dei poteri e delle attribuzioni loro conferite dalla legge.

a. Formulano proposte agli organi comunali anche ai fini della elaborazione di programmi, di

direttive, di schemi di deliberazione o di atti di competenza dei medesimi.

b. Curano l’attuazione dei programmi definiti dai suddetti organi e, qualora preposti alla direzione di una struttura organizzativa di massima dimensione, predispongono a tal fine progetti, la cui

gestione è assegnata ai responsabili delle strutture di livello inferiore, indicando le risorse

occorrenti alla realizzazione di ciascun progetto ;

c. Esercitano, secondo il vigente ordinamento contabile degli enti locali, l’esecuzione delle spese,

secondo modalità e procedure previste dalle leggi e dal regolamento di contabilità;

d. Individuano i responsabili dei procedimenti che fanno capo all’unità organizzativa cui sono preposti e ne coordinano l’attività. Ne verificano il rispetto dei termini e degli adempimenti, anche su richiesta dei terzi interessati;

e. Verificano e controllano le attività del personale che fa capo all’unità, anche con potere

sostitutivo in caso di inerzia;

ART. 51

IL VERBALE

1. Il verbale delle deliberazioni è redatto dal Segretario Comunale o, in caso di assenza, da un sostituto.

2. Il verbale viene sottoscritto dal Segretario verbalizzante e dal Presidente dell’organo deliberante.

3. Il verbale deve indicare:

- i dati relativi alla convocazione;

- l’elenco degli amministratori presenti e assenti alla trattazione dell’argomento;

- la designazione degli scrutatori;

- i punti essenziali della discussione;

- le formalità della seduta segreta e dello scrutinio segreto;

- il numero dei voti resi sulla proposta di delibera.

I voti contrari e gli astenuti sono riportati a verbale con l’individuazione dei votanti quando la

votazione è palese.

Se la votazione avviene segretamente, sono riportati a verbale, il numero dei votanti, il numero dei

voti favorevoli e contrari e il numero degli astenuti. Solo se la delibera è adottata a unanimità è

sufficiente specificare la sua approvazione utilizzando la formula a voti unanimi.

4. I verbali delle deliberazioni del Consiglio Comunale vengono approvati in seduta successiva,

dallo stesso organo deliberante.

ART. 52

PUBBLICAZIONE ED ESECUTIVITÀ’

 1. I verbali delle delibere vengono pubblicati per 15 gg. consecutivi all’Albo Pretorio.

2. L’avvenuta esecutività delle deliberazioni, viene attestata sul verbale dal Segretario Comunale.

CAPO III

IL PROCEDIMENTO

 

 

ART. 53

CAMPO DI APPLICAZIONE

1. Le disposizioni di cui al presente capo si applicano a tutti gli atti aventi natura del provvedimento,

salvo quelli espressamente disciplinati dalla legge.

ART. 54

INIZIO DEL PROCEDIMENTI

1. I procedimenti amministrativi che si concludono con un provvedimento finale di competenza del

Comune sono regolamentati dal Regolamento Comunale adottato ai sensi degli artt. 2 e 4 della

legge 07-08-1990 n.ro 241/90.

2. Il Responsabile del procedimento è individuato in apposito Regolamento che stabilirà anche i

tempi di adozione del provvedimento finale.

3. I procedimenti ed i relativi responsabili sono comunicati alle parti interessate ai sensi dell’art.7

della Legge 214/90.

4. La partecipazione al procedimento amministrativo è disciplinata dal regolamento comunale da

adottarsi ai sensi degli artt. 2 e 4 della legge 7.8.1990, n.ro 241.

TITOLO V

SISTEMI DI CONTROLLO INTERNO

 

 

CAPO I

IL REVISORE DEI CONTI

 

 

ART. 55

NOMINA DEL REVISORE

1. Il revisore dei conti è nominato dal Consiglio Comunale, nei modi e tra le persone indicate dalla

legge, in possesso dei requisiti di cui al d.lgs. n. 267/00

2. Dura in carica un triennio, è rieleggibile per una sola volta ed è revocabile solo in caso di

inadempienza, secondo le norme previste dal Regolamento di Contabilità .

CAPO II

I CONTROLLI DI GESTIONE

 

 

ART. 57

FORME DI CONTROLLO DI GESTIONE

1. Sono istituite forme di controllo economico interno finalizzate al:

a - controllo finanziario per la verifica del mantenimento dell’equilibrio del bilancio;

b - controllo economico al fine di verificare la rispondenza in termini di costi/risultato della gestione ai

progetti obiettivo ed ai programmi approvati dal Consiglio Comunale;

c - controlli di produttività riguardanti le verifiche periodiche dell’utilizzo ottimale del personale e dei mezzi finanziari disponibili rispetto agli obiettivi dell’Amministrazione.

2. Oggetto del controllo di gestione sono gli obiettivi individuati dal Consiglio Comunale in sede di

relazione previsionale e programmatica e definiti dalla Giunta con il PEG o atto equivalente

3. Il controllo di gestione:

a. individua ed applica metodi, indicatori e parametri per la valutazione della efficacia della

organizzazione, dell’efficacia della attività di governo, amministrativa e di gestione, dell’economicità

dei risultati ottenuti;

b. individua le responsabilità soggettive ed oggettive e propone rimedi.

4.. Il Regolamento disciplina le modalità di esercizio e le forme di responsabilità connesse allo

svolgimento dei controlli di cui al primo comma.

 

PARTE II

 

 

TITOLO I

ORDINAMENTO DEI SERVIZI E FORME DI

COLLABORAZIONE PER LA GESTIONE

 

 

CAPO I

I SERVIZI PUBBLICI

 

 

ART. 58

FORME DI GESTIONE

1. Il Comune svolge la propria attività, diretta a conseguire obiettivi e scopi di rilevanza sociale,

promozione dello sviluppo economico e civile, compresa la produzione di beni, attraverso servizi

pubblici che possono essere istituiti e gestiti anche con diritto di privativa, ai sensi di legge.

2. Il Comune gestisce i servizi pubblici: in economia, in concessione a terzi, a mezzo di aziende

speciali, a mezzo di istituzioni, a mezzo di Società per azioni o a responsabilità limitata a prevalente

capitale pubblico locale, costituite o partecipate dall’Ente titolare del pubblico servizio, qualora si

renda opportuna, in relazione alla natura o all’ambito territoriale del servizio da erogare, la

partecipazione di più soggetti pubblici e privati , a mezzo di altre forme di gestione previste

dall’ordinamento, oppure attraverso forme associative e di cooperazione con i Comuni.

3. La scelta delle forme di gestione per ciascun servizio deve essere effettuata previa valutazione

comparativa tra le diverse forme di gestione previste dalle leggi e dal presente statuto.

4. Il Comune può partecipare a società a prevalente capitale pubblico qualora, ne ravvisi

l’opportunità in relazione alla natura del servizio da erogare o dell’iniziativa da intraprendere.

5. Alla gestione dei Servizi di carattere sociale possono partecipare le espressioni del volontariato

sociale.

ART. 59

CAPO II

LE FORME ASSOCIATIVE E DI COOPERAZIONE

 

 

ART. 66

LE CONVENZIONI

1. Qualora il Comune ne ravvisi l’opportunità, la convenienza, l’economicità e l’efficacia, può

intraprendere forme associative di collaborazione con altri enti locali ai sensi dell’art. 24 della

Legge 142/90 per la gestione dei servizi pubblici e per lo svolgimento di funzioni.

In particolare può stipulare convenzioni con altri Comuni , la Provincia. e la Comunità Montana.

2. Possono essere costituiti, fra gli altri, uffici unici per il reclutamento del personale, l’espletamento delle procedure di acquisto di beni e servizi, per la progettazione, la direzione e la realizzazione di lavori ed opere pubbliche nonché per il servizio di controllo interno con il compito di verificare,

mediante valutazioni comparative dei costi e dei rendimenti, la corretta gestione delle risorse,

l’imparzialità ed il buon andamento dell’azione amministrativa, nonchè tutte quelle ritenute opportune.

3. Con la convenzione il Comune disciplina l’esercizio da parte del responsabile dell’ufficio

convenzionato delle funzioni proprie svolte nell’interesse del Comune.

Le convenzioni per l’esercizio di funzioni amministrative in comune con altri Enti locali non possono

limitare il potere comunale di variarle.

4. Il Comune favorisce le forme associative tra Enti pubblici per la gestione dei servizi sociali.

ART. 67

CONSORZI

1. Il Comune può partecipare alla costituzione di consorzi con Comuni, Provincie ed altri Enti

Pubblici, comprese le Comunità Montane, per la gestione associata di uno o più servizi e funzioni

secondo le norme previste dal presente statuto per le Aziende Speciali, in quanto compatibili; fra gli

stessi Comuni non può essere costituito più di un Consorzio.

2. Per tale costituzione il Consiglio Com.le approva, a maggioranza assoluta dei componenti,

unitamente allo statuto del consorzio, una convenzione ai sensi del precedente articolo.

3. La convenzione deve prevedere l’obbligo, a carico del consorzio, della trasmissione al Comune

degli atti fondamentali del Consorzio stesso la cui composizione e funzionamento sono regolati dalla legge e dallo statuto consortile.

4. Il Sindaco, o suo delegato, fa parte della assemblea del Consorzio, con responsabilità pari alla

quota di partecipazione fissata dalla convenzione e dallo statuto del consorzio

ART. 68

PARTECIPAZIONE A SOCIETÀ’ PER AZIONI A RESPONSABILITÀ’ LIMITATA

1. Il Comune ha la possibilità di costituire o partecipare ad apposite S.p.A. e S.r.l. a prevalente o esclusivo capitale pubblico locale, ai sensi della normativa vigente.

2.

ART. 69

ACCORDI DI PROGRAMMA

1. Il Comune può promuovere e stipulare accordi di programma per la definizione e l’attuazione di

opere, interventi, programmi che richiedono l’azione concordata di Comuni, Comunità Montana,

Provincia e Regione, di amministrazioni statali e di altri soggetti pubblici o comunque di uno o più tra i soggetti predetti.

Gli accordi di programma devono sancire i tempi, le modalità di assunzione ed il finanziamento dei

rispettivi impegni.

2. Le deliberazioni di cui al precedente articolo spettano sempre al Consiglio Comunale.

3. Per l’esercizio delle funzioni e degli interventi di assistenza tecnico-amministrativa e a sostegno

dell’innovazione organizzativa e della valorizzazione delle risorse umane negli Enti Locali, il Comune può promuovere accordi di programma con la Provincia.

ART. 70

CONFERENZA DI SERVIZI

1. Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari aspe

CAPO I

DISPOSIZIONI DI CARATTERE GENERALE

 

 

ART. 73

PRINCIPI GENERALI

1. Ai cittadini, è assicurato il diritto a partecipare alla formazione delle scelte politico-amministrative del Comune, secondo i principi e le forme stabilite nel presente Statuto.

2. Il Comune riconosce il diritto degli interessati, degli utenti, delle formazioni sociali e delle

associazioni titolari di interessi collettivi, come espressioni della Comunità Locale, a concorrere, nei

modi stabiliti dal presente Statuto e dalle norme regolamentari, all’indirizzo,

allo svolgimento e al controllo delle attività poste in essere dall’Amministrazione locale.

3. Il Comune rende effettivo il diritto alla partecipazione politica e amministrativa, garantendo

l’accesso alle informazioni e gli atti detenuti dall’Ente. Garantisce, altresì un’informazione completa, accessibile e veritiera sulle proprie attività e sui servizi pubblici locali.

4. Per facilitare l’aggregazione di interessi diffusi o per garantire l’autonoma espressione di richieste o esigenze nelle competenti sedi istituzionali, il Comune può istituire Comitati o Consulte secondo criteri di rappresentanza o di rappresentatività.

CAPO II

PARTECIPAZIONE POLITICO-AMMINISTRATIVA

 

 

ART. 74

VALORIZZAZIONE DELLE LIBERE ASSOCIAZIONI

1. Il Comune favorisce lo sviluppo e l’attività delle forme associative della propria popolazione,

intervenendo attraverso la messa a disposizione di beni e servizi o, compatibilmente con le proprie

risorse, con altre forme di sostegno reale.

2. Gli interventi di cui al comma precedente sono destinati ad associazioni e altre forme associative

senza fine di lucro che abbiano richiesto la propria iscrizione in apposito elenco periodicamente

aggiornato a cura dell’Amministrazione, e sono erogati con le modalità ed i criteri previsti dal

regolamento assunto ai termini dell’art. 12 della legge n. 241/90.

Nell’ambito dei predetti criteri, il Comune determina anche attraverso convenzioni, con le

associazioni, il contenuto dei singoli interventi. Le associazioni dovranno in ogni caso inviare al

Consiglio Comunale una relazione annuale sulle attività svolte e sulla effettiva utilizzazione dei beni o servizi assegnati dalla Amministrazione Comunale.

3. Le associazioni di cui al 2° comma possono presentare agli organi del comune, istanze, petizioni e proposte per esporre comuni necessità e chiedere l’adozione di adeguati provvedimenti a maggiore tutela di interessi collettivi.

ART. 75

CONSULTAZIONE POPOLARE       ?

1. Il Comune riconosce, come forma di partecipazione, la consultazione dei cittadini che può

avvenire nelle forme e secondo le modalità di seguito riportate.

2. E’ in facoltà del Consiglio Comunale di istituire consulte permanenti in relazione ai singoli settori di

intervento amministrativo. Il Consiglio Comunale ove istituisca tali consulte ne determina anche la

durata.

3. Il Comune promuove la consultazione della popolazione residente, limitata alle zone in ragione

dell’oggetto della consultazione o estesa ad altre categorie di interessati. La consultazione è

disciplinata da apposito regolamento. Il regolamento ne precisa le forme ammettendo, tra l’altro, la

consultazione attraverso assemblee cittadine, dei rappresentanti di associazioni, di udienze

conoscitive, questionari ed ogni altra forma ritenuta idonea.

4. La consultazione può essere promossa dalla Giunta Comunale e/o dai 5/12 dei componenti

assegnati al Consiglio.

5. Il Consiglio Comunale valuta liberamente ed esamina le risultanze della consultazione in apposita

pubblica

ART. 79

REFERENDUM          ?

1. Il Sindaco indice il referendum quando lo richieda il Consiglio Comunale, a maggioranza assoluta dei suoi componenti assegnati, o quando lo richieda 1/4 dei cittadini elettori della Camera dei Deputati e residenti nel Comune.

2. Sono escluse dal referendum le materie attinenti la revisione dello Statuto, tributi e bilancio, tariffe relative ai servizi, espropriazione per pubblica utilità, questioni attinenti sanzioni amministrative, mentre sono ammesse quelle di esclusiva competenza locale.

3. Il quesito sottoposto agli elettori deve rendere esplicite le eventuali maggiori spese o le possibili

minori entrate derivanti dal provvedimento oggetto della consultazione e indicare le modalità di

copertura di tali oneri.

4. Il referendum locale non può svolgersi in concomitanza con altre operazioni di voto, le operazioni di voto si svolgeranno nell’arco di un’unica giornata e una volta all’anno.

5. Quando il referendum sia richiesto dai cittadini elettori, la Giunta Comunale valuta la regolarità

delle firme di presentazione autenticate e riferisce sulla ammissibilità.

6. L’indizione del referendum dovrà avvenire entro 90 gg.

7. Il referendum è valido se vi ha partecipato la metà più uno degli aventi diritto e la proposta è

accettata se ha ottenuto la maggioranza dei voti validamente espressi.

8. Il voto favorevole al quesito, obbliga il Consiglio Comunale alla discussione dello stesso nella I°

seduta successiva alla consultazione.

9. Nel caso in cui la proposta, sottoposta a referendum, sia approvata dalla maggioranza assoluta

degli aventi diritto al voto, il Consiglio Comunale e la Giunta non possono assumere decisioni

contrastanti con essa.

10. Le proposte di referendum non accolte, saranno discusse in Consiglio Comunale quali petizioni.

11. Il regolamento determina i criteri di formulazione e di valutazione dell’ammissibilità del quesito, le

modalità per la raccolta e l’autenticazione delle firme e per lo svolgimento delle operazioni di voto.

ART. 80

DIFENSORE CIVICO     ?

 1. Il Comune prevede l’istituzione del difensore civico con compiti di garanzia dell’imparzialità e del Suo andamento della P.A.

ART. 81

PREROGATIVE E FUNZIONAMENTO

1. Si istanza di cittadini, formazioni sociali, ovvero d’ufficio, il Difensore Civico segnala ai competenti organi del Comune, delle Aziende speciali e delle istituzioni, gli abusi, le disfunzioni, le carenze ed i ritardi dell’amministrazione nei confronti dei cittadini.

2. Il Difensore Civico può chiedere al Comune di eliminare presunti vizi di legittimità riguardanti

deliberazioni della Giunta o del Consiglio, adottate in materia di appalti e affidamento di servizi o

forniture di importo superiore alla soglia di rilievo comunitario, nonché in materia di assunzioni del

personale, piante organiche e relative variazioni.

3. Il Difensore civico, per l’adempimento dei propri compiti, ha libero accesso agli uffici comunali, a quelli delle aziende speciali ed istituzioni dell’Ente, anche alfine di effettuare accertamenti diretti; ha diritto di visionare atti e documenti e di averne copia, nonché di ottenere ogni altra notizia ed

informazione relativa alla questione trattata; può convocare funzionari per un esame congiunto delle

pratiche e dei documenti. Non può essergli opposto il segreto d’ufficio.

4. Acquisite le documentazioni e le informazioni necessarie, il Difensore Civico comunica al cittadino od alla associazione che ha richiesto l’intervento, le sue valutazioni e l’eventuale azione promossa.

Segnala al Responsabile del procedimento le irregolarità ed i vizi di procedura rilevati, invitando a

provvedere ai necessari adeguamenti, fissando in caso di ritardo i termini per l’adempimento.

5. Se il provvedimento che viene adottato non recepisce le segnalazioni del Difensore Civico, nello

stesso devono essere inserite le relative motivazioni. Il Difensore Civico può chiedere il riesame del

provvedimento qualora ravvisi il permanere di irregolarità o vizi procedurali.

ART. 82

CAPO III

L’ACCESSO DEI CITTADINI ALL’INFORMAZIONE ED

AI PROCEDIMENTI AMMINISTRATIVI

 

 

ART. 83

DIRITTO DI ACCESSO E DI INFORMAZIONE DEI CITTADINI

1. Con apposito regolamento è assicurato ai cittadini del Comune, singoli o associati, il diritto di

accesso agli atti amministrativi ed è disciplinato il rilascio di copie previo pagamento dei soli costi.

Le copie di atti dichiarate conformi all’originale soggiacciono alla vigente normativa sul bollo.

2. Il regolamento inoltre:

a - individua, con norme di organizzazione degli uffici e dei servizi, i responsabili dei procedimenti;

b -detta le norme necessarie per assicurare ai cittadini l’informazione sullo stato degli atti e delle

procedure e sull’ordine di esame di domande, progetti e provvedimenti che comunque li riguardino;

c - assicura il diritto dei cittadini di accedere, in generale, alle informazioni di cui è in possesso

l’Amministrazione;

d -assicura agli enti, alle organizzazioni di volontariato ed alle associazioni di accedere alle strutture

ed ai servizi, al fine di rendere effettiva la partecipazione dei cittadini all’attività dell’Amministrazione.

 

ART. 84

 

 

 

CAPO IV°

PARTECIPAZIONE E ATTIVITÀ’ EROGATIVE

 

ART. 85

PARTECIPAZIONE E ATTIVITÀ’ EROGATIVE

1. I regolamenti delle Istituzioni, gli Statuti delle Aziende Speciali, dei Consorzi cui partecipa il

Comune sono tenuti a dettare norme atte a garantire la pubblicità degli atti fondamentali attinenti alla gestione dei servizi loro affidati, ivi compresi gli accordi sindacali aziendali, nonché a prevedere modalità atte ad assicurare il controllo degli utenti e la rappresentazione delle loro esigenze.

2. Particolari condizioni di trasparenza, anche aggiuntive rispetto alle modalità stabilite dalla

legislazione vigente, sono inoltre dettate da regolamento nella disciplina dei contratti, per le ipotesi di concessione di servizi pubblici, di concessioni di servizi o costruzione di opere e di assunzione di

partecipazione azionaria da parte del Comune, aziende comunali o società ove la partecipazione

comunale sia maggioritaria.

3. Le istituzioni, le aziende, i consorzi e le società a partecipazione comunale maggioritaria non

possono sottoscrivere accordi sindacali aziendali senza la preventiva e distinta valutazione, cui è

assicurata adeguata pubblicità, delle conseguenze che ne derivano sul piano finanziario e su quello

della prestazione resa agli utenti.

CAPO V

INTEGRAZIONE SOCIALE E DIRETTIVE DEGLI HANDICAPPATI

 

ART. 86

COMITATO DI COORDINAMENTO

1. Al fine di conseguire, ai sensi dell’art. 40, comma 1, della legge 5.2.1992, n.104, il coordinamento con i servizi sociali, sanitari, educativi e di tempo libero operanti nell’ambito comunale, degli interventi posti in essere dal Comune a favore delle persone handicappate, il Sindaco istituisce un Comitato di coordinamento che presiede e del quale fanno parte i dipendenti responsabili dei servizi che curano gli interventi sociali previsti dalla legge predetta e i responsabili, a seconda dei propri ordinamenti, dei servizi sociali, sanitari, educativi e del tempo libero esistenti sul territorio.

La presidenza può essere delegata all’Assessore.

ART. 87

SERVIZIO DI SEGRETERIA A



PROGETTO "RIUSO APPLICATIVI REGIONALI"
FINANZIATO CON FONDI
P.O.R. Campania 2000 - 2006 - Misura 6.2