Patrimonio cittadino

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Il Museo Diocesano

Il Museo Diocesano, collocato nell'antico palazzo vescovile, è stato inaugurato il 12 agosto del 1997. In esso sono raccolti elementi lapidari della natura più svariata: dagli stemmi vescovili alle strutture architettoniche monolitiche in granito o in breccia irpina, ed ancora basi di colonne, capitelli, lapidi, che recano iscrizioni in lingua osca e latina, reperti in ceramica e in metallo. Il Museo è diviso in tre settori: lapideo, archeologico ed etnografico ed al momento è visitabile solo con appuntamento. Per informazioni è possibile scrivere al sindaco@comune.lacedonia.av.it Settore lapideo In cui sono esposti elementi lapidei che vanno dall'epoca medievale al XX sec., tra cui vari stemmi, alcune acquasantiere, vari elementi architettonici. Il settore comprende anche il "Pozzo del Miracolo di Gerardiello", S. Gerardo Maiella che dimorò nel palazzo per tre anni (1741-1744) come servitore del Vescovo Albini. Il pozzo risale molto probabilmete alla fine del XVI sec. ed era posto al di fuori della Curia. Settore archeologico Nel settore archeologico sono raccolti: reperti romani, come una spada a doppio taglio, una moneta e ancora anfore, lucerne ed epigrafi; reperti sanniti come vasi, ceramiche, fusaiole. Settore etnografico Questo settore è stato allestito come testimonianza della civiltà contadina che è sopravvissuta a Lacedonia fino a pochi decenni fa. Non mancano, però, oggetti di valore come un torchio del XV secolo. Bibliografia di riferimento: - "Museo SAN GERARDO MAIELLA Palazzo Vescovile" di Mons. Salvatore Bardaro - Poligraf. Irpina, Lioni - "Le più belle pagine della letteratura" di Tina Piccolo. Informazioni raccolte dal sig. Vincenzo Saponiero. Il Comune di Lacedonia ringrazia tutti coloro che hanno fornito immagini e notizie riportate in questo sito.
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La Cattedrale

Il terremoto del 1694 distrusse quasi completamente Lacedonia. Fu ricostruita dalla Famiglia feudataria degli Orsini di Taranto. La Cattedrale era rimasta fuori dell'abitato, rendendo molto disagevole l'accedervi per l'amministrazione dei Sacramenti e per le sacre funzioni. Il Vescovo Giambattista La Morea ideò la progettazione di una nuova Cattedrale al centro del nuovo abitato. Il 28 settembre 1689 pose la prima pietra per la costruzione della nuova Cattedrale nel luogo dov'erano le quattro Cappelle delle Confraternite: di S. Antonio Abate, SS. Rosario, S. Marco e Purgatorio, le quali a proprie spese, nel 1709, portarono a compimento la Navata Centrale. Il Vescovo Nicola D'Amato la decorò e con rito solenne, il 19 ottobre 1766, la consacrò dopo averla elevata alla dignità di BASILICA, ponendovi una lapide. A seguito dei vari terremoti, ultimi quello catastrofico del 1930 e quello del 1980, si sono apportati notevoli modifiche, alle volte, alla cupola e alla facciata. Con finanziamento della Cassa per il Mezzogiorno, il 28 luglio 1988 sono stati portati a termine i lavori di restauro, progettati dall' Arch. Sergio Rosanova di Napoli, sotto l'alta sorveglianza della Soprintendenza BAAAS di Salerno-Avellino, Arch. Mario De Cunzo Soprintendente, e collaboratori: Arch. Guido Cullo, Arch. De Rosa, Ing. Vincenzo Lombardi. L'Arch. Nicoletti Patrizia, ha curato l'esecuzione dei lavori di restauro delle varie opere d'arte della Cattedrale.
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La Chiesa di S. Maria della Consolazione

E' una delle chiese più antiche di Lacedonia. Fu eretta nel 1503 in suolo lateranense, un fondo di 5 rasole di vigna situato tra due fondi (lu puzzillo e la tagliata) donato da Don Giovanni Giacomo di Muro, sacerdote di Lacedonia, alla Basilica di S. Giovanni in Laterano. Dalla Basilica Romana fu concesso nel 1503 di costruire una chiesa intitolata a S.Maria della Consolazione. Successivamente, nel 1585, fu ampliata con la volta superiore e sotto il quadro della Visitazione fu messa l'insegna della Basilica di S. Giovanni in Laterano. La festa di S. Maria della Consolazione ricorre il 2 luglio. Un tempo questa chiesa doveva essere molto ricca, avendo ereditato da fedeli benefattori terreni ed altri beni con regolari atti testamentari. Infatti, ogni anno, nella ricorrenza del 2 luglio venivano condotti nel recinto retrostante gli animali bovini ed ovini di proprietà della cappella, tanto che soprattutto per il fabbisogno di questi animali fu costruito un abbeveratoio, tuttora esistente e poco distante dalla chiesa. Di pregevole conserva il portale di architettura romanica e la fonte per l'Acqua Santa, degli inizi del XVII secolo.
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La Chiesa di S.Maria della Cancellata

Antico Tempio pagano consacrato alla divinità egiziana Iside e ancora prima a Era e ai gemelli Castore e Polluce. Intorno al II sec. d.C. il Cristianesimo giunge pure in questo centro e il tempio pagano viene trasformato in Cristiano. Nel IV sec. fu Chiesa Madre della città e in seguito (1486) viene dedicato all'Assunta. Tra il 1696 e il 1711 si porta a termine la costruzione della nuova Cattedrale nel centro del paese: il vecchio tempio pagano, divenuto poi Chiesa Cattedrale, viene lasciato nel più crudele abbandono. Ma nel 1824 il popolo di Lacedonia ritrova questa sua gloriosa Chiesa, che viene ricostruita. Nel 1912 nasce il primo gruppo Francescano del Terz' Ordine, che procede al restauro della Chiesa dopo i danni del terremoto del 1930. Nel 1961 con la venuta dei francescani la Chiesa viene a loro affidata fino al 2002. L'ultimo parroco francescano è stato P.Cesare; dalla fine del 2002 la parrocchia è affidata a due giovani preti indiani. Bibliografia di riferimento: Il Comune di Lacedonia ringrazia tutti coloro che hanno fornito immagini e notizie riportate in questo sito.
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Altre Chiese

Il Santuario della Madonna delle Grazie Il Santuario si trova distante qualche chilometro dal centro abitato, immerso nel paesaggio collinare. La devozione per questa raffigurazione della Madonna è molto sentita a Lacedonia, il cui culto ha origini storiche che si perdono nella leggenda. (pagina del Canale Cultura e Società) La Cappella della Ss. Trinità Non si conosce l'epoca della fondazione della Cappella. Costruita extra moenia, fu restaurata dal Vescovo La Morea nel 1696 come risulta da una lapide posta sulla porta d'ingresso. La Cappella fu seriamente danneggiata dal sisma del 23 Novembre 1980 ed è stata riaperta al culto solo nel Luglio 2002, dopo 22 anni. La Chiesa di S. Rocco La Cappella di S. Filippo Neri La Chiesa di S. Nicola La datazione della chiesa è incerta, probabilmente fu costruita nel XVII secolo. E' interessante il portale lapideo, il quale presenta l'arco ad ogiva con lo stemma dei Templari sulla chiave di volta. Bibbliografia di riferimento: "Terre d'Irpinia" a cura di Allessandra Celano e Giampiero Galasso - Grafica CDP, Roma. Il Comune di Lacedonia ringrazia tutti coloro che hanno fornito immagini e notizie riportate in questo sito.
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Il Castello di Pappacota

Nel 1496 Federico D'Aragona, Re di Napoli, investì del feudo di Lacedonia il suo cavallerizzo maggiore Ferdinando Pappacota, il quale nel 1500 eresse a occidente dell'abitato, fuori di esso, questo Castello con tre torri che si chiamò Nuovo per distinguerlo dall'altro, più antico degli Orsini. Fu all'origine una vera e propria fortezza, perché munito di merli, bocche per cannoni, cammino di ronda, feritoie, fosse e passaggi sotterranei. Anch'esso però, nei secoli passati, è stato più volte danneggiato dai terremoti e di conseguenza ha subìto modifiche coi lavori di restauro, in modo particolare la parte anteriore all'esterno e all'interno, quasi tutto il piano superiore. Comunque conserva ancora tutti i merli della torre sul lato Sud, molte feritoie e l'antico pozzo. Fu dimora dello stesso Ferdinando che in Lacedonia morì con la moglie Cornelia D' Accio. Negli atti notarili del Principe, nonchè dei figli Baldassarre e poi Ferrante, i quali ebbero stanza nel Castello, si legge « Datum ex Castro Aquiloniae ». La famiglia dei Pappacoda poi si estinse ed il feudo fu ereditato da una monaca professa, residente nel Monastero di Pietrasanta in Napoli, e da questa fu venduto, con quello di Rocchetta e Candela, ad Andrea Doria Panfili, Principe di Genova, nel 1700 circa. Costui si dilettava dicendo: « Cedogna che sempre canta; Rocchetta che sempre fila; Candela che sempre luce ». Abolito il feudalismo, il Castello fu acquistato dalla famiglia Onorato e censito al catasto urbano. Attualmente, essendo al centro del paese, appare più austero. Bibliografia di riferimento: "Lacedonia fra immagini, tradizioni e storia" di V.Saponiero e M.Caggiano Il Comune di Lacedonia ringrazia tutti coloro che hanno fornito immagini e notizie riportate in questo sito.
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Monumenti

La Colonna del Pedoca La colonna fu ricavata dagli scavi del Tempio pagano, situato sotto la Chiesa di S.Maria. Ma la Croce fu aggiunta nel 1587, per volere del vescovo Marco Pedoca e collocata davanti alla vecchia Cattedrale (l'attuale S.Maria della Cancellata). Attualmente è collocata dove C/so Galilei incrocia con la statale 303 di fronte alla Chiesa di S.Maria della Consolazione; lo spostamento successivo all'iniziale collocazione non è testimoniato in nessun documento. Il Monumento ai Caduti Il busto di Francesco De Sanctis La Fontana Vecchia Il Comune di Lacedonia ringrazia tutti coloro che hanno fornito immagini e notizie riportate in questo sito.
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Architetture e luoghi significativi

Il centro storico Nel caratteristico centro storico di impianto urbanistico rinascimentale si possono vedere tratti delle mura di cinta medievali con le quattro porte d'ingresso, la Chiesa di S. Nicola, numerosi portali in pietra del Sette-ottocento, la Fontana Vecchia e Palazzo Pandiscia. E' disponibile su questo sito la galleria fotografica. Via Tagliata E' certamente la più antica di Lacedonia e la più ricca di storia patria. Nel 212 A.C. era qui accampato Gneo Fulvio «detto Centumalo» Proconsole Romano. Per saperne di più è possibile consultare la pagina di approfondimento La loggia rinascimentale La piazza centrale Luogo di incontro e di socializzazione per i lacedoniesi di tutte le età, dai bambini che giocano spensierati agli anziani che chiacchierano sulle panchine, specialmente la domenica e nei festivi. Sulla piazza si affaccia il Palazzo Vescovile, il Castello e al centro è collocato il busto di Francesco De Sanctis, a cui è intitolata la piazza. L'arco romano Bibliografia di riferimento: Il Comune di Lacedonia ringrazia tutti coloro che hanno fornito immagini e notizie riportate in questo sito.
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Palazzi storici

Il Palazzo Vescovile Sede del Museo Diocesano e della biblioteca dai preziosi volumi, il palazzo è precedente al XVI secolo, come attestano i documenti, anche se non se ne ha l'esatta datazione. Qui visse per tre anni S. Gerardo Maiella ed è qui che avvenne il Miracolo del Pozzo. Pagina di approfondimento Il Casone di Montevaccaro Questo bellissimo casone rurale si trova in contrada Montevaccaro nel tenimento di Lacedonia. Circa centoquaranta anni fa era un vero e proprio fortino per la difesa contro i briganti. Pagina di approfondimento L'Istituto Magistrale Il Palazzo Pandiscia Già casa Cappucci, fu dimora stabile di S. Gerardo Maiella. Ulteriori informazioni saranno disponibili appena possibile. Il Palazzo Vigorita Il Palazzo Franciosi L'Istituto Cerchione Il convento francescano Bibliografia di riferimento: - "Museo SAN GERARDO MAIELLA Palazzo Vescovile" di Mons. Salvatore Bardaro - Poligraf. Irpina, Lioni - "Le più belle pagine della letteratura" di Tina Piccolo. Informazioni raccolte dal sig. Vincenzo Saponiero. - "Il Casone di Montevaccaro" dell'Associazione Cicogna, pagina web del sito www.lacedonia.com Il Comune di Lacedonia ringrazia tutti coloro che hanno fornito immagini e notizie riportate in questo sito.
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